E’ atterrato un micrometeorite alla Scuola Cadorna…

Pubblichiamo un affascinante articolo del Prof. Luca Cavigioli, Docente di Matematica e Scienze e Sostegno presso la Scuola Cadorna.

 

 

Albert Einstein, per semplificare una parte del suo esteso contributo alla fisica moderna, una volta dichiarò: “Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.”

Sono certo che nessuno di noi vorrebbe veder cadere un meteorite sul suo tetto ma, parafrasando il grande fisico tedesco: “Tutto è relativo. Prendi un meteorite che cade sul tetto di casa: sarai ben lieto di sapere che è un micrometeorite.”

La notizia sarebbe lieta non solo perché questa particella spaziale non produrrà nessun danno materiale ma anche perché la varietà e bellezza di questa polvere cosmica può essere davvero sorprendente.

Il nostro pianeta è stato colpito in passato (e lo sarà certamente in futuro) da grossi frammenti di rocce spaziali che prendono il nome di asteroidi. Questi possono avere effetti catastrofici sul pianeta (uno di loro è probabile abbia condotto all’estinzione i dinosauri) ma, fortunatamente, sono estremamente rari (si stima 1 ogni 100 milioni di anni). Frammenti di dimensioni contenute, da pochi millimetri fino a qualche decina di metri di lunghezza, entrano in collisione con il pianeta più frequentemente; tra questi, quelli di dimensioni maggiori non vengono consumati per intero dall’attrito con l’aria e arrivano a toccare terra, sono i meteoriti; quelli di più piccole dimensioni, solitamente, vengono completamente consumati dall’attrito dell’ingresso in atmosfera, è il caso delle meteore (le stelle cadenti) che ogni anno allietano le nottate terse dei giorni vicini a S. Lorenzo. Le meteoriti che arrivano a toccare terra sono comunque oggetti decisamente rari, questi bolidi hanno un certo potere distruttivo ma non rappresentano una minaccia per il pianeta.

Quando il meteoroide (questo il nome che prende una roccia finché si trova ancora nello spazio) che incontra l’atmosfera ha dimensioni molto piccole, circa 2 mm o meno, avviene qualcosa di completamente diverso. La minuscola massa dei micrometeoroidi, che entrano in atmosfera a velocità elevatissime, fa loro subire un picco di temperatura che determina la fusione (completa o parziale) della particella; in una frazione di secondo, vista la piccola massa e inerzia che hanno, le particelle rallentano improvvisamente. Il rapido e drastico calo della velocità determina la risolidifcazione dei minerali di cui è composta la piccolissima roccia e impedisce all’attrito di consumare la particella che, a questo punto, prenderà il nome di micrometeorite.

I micrometeoroidi, a differenza dei meteoroidi, sono molto comuni nello spazio interplanetario e sono vecchi tanto quanto il Sistema Solare. Si stima che ogni anno colpiscano il pianeta fino a 40000 tonnellate di micrometeoroidi. All’ingresso in atmosfera, le particelle viaggiano ad ipervelocità comprese tra 10 e 20 km/s, per comprendere meglio l’ordine di grandezza, a quella velocità il viaggio da Milano a Palermo durerebbe 1 minuto (da Pallanza raggiungeremmo Cannobio in 1 secondo). In funzione della velocità e dell’angolo di ingresso rispetto all’atmosfera, le particelle sperimentano un picco di temperatura compreso tra 1000 e 2000°C; questo cambia il grado di fusione e la successiva risolidifcazione delle particelle, di conseguenza i micrometeoriti avranno aspetti molto diversi tra loro. La loro caduta a terra avviene a velocità bassissime, cadono ovunque, anche sui nostri tetti, e non ce ne accorgiamo. Il vento tende ad accumularli, ci sono quindi luoghi in cui è più facile trovarli e possono essere molti, altri in cui sono decisamente più scarsi.

Sul piazzale della palestra della scuola Cadorna, insieme a molto altro materiale trasportato dal vento ma di origine terrestre, è stato possibile trovare un micrometeorite. La dimensione media di queste particelle spaziali è compresa tra 0,2-0,3 mm, paragonabile al diametro di un capello. Osservata a forte ingrandimento, questa polvere cosmica mostra tutta la sua bellezza e racconta delle forze e delle temperature che ha subito nel suo ingresso in atmosfera. Le forme di ricristallizzazione dei minerali sono affascinanti, alcune particelle mostrano piccole perle metalliche (composte da ferro e nichel) sulla superficie. I metalli, nella particella “sciolta” dalle elevate temperature raggiunte a causa dell’attrito con l’aria, si separano dal resto del materiale roccioso a causa della loro immiscibilità con la parte silicatica ed il rallentamento improvviso proietta sulla superficie (nella parte anteriore rispetto alla direzione di caduta) questa sferetta metallica che innesca il processo di solidificazione e cristallizzazione.

Esistono delle tipologie principali di micrometeoriti, tutte ugualmente affascinanti ai miei occhi, e molti esemplari sembrano dei gioielli spaziali solo troppo piccoli per essere osservati ad occhio nudo. Alcuni di questi possono arrivare dalle regioni più remote del sistema solare ed essere vecchi quanto il nostro pianeta, altri da luoghi ancora più lontani nel tempo o nello spazio, eppure possiamo trovarli sul tetto di casa nostra!